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C/o SEM Corso Vittorio Emanuele II 3
10125 Torino (TO)

La mia formazione

Il mio percorso

Il mio percorso formativo sulla Tecnica Cranio-Sacrale all’Upledger Institute di West Palm Beach (Florida), che va dal ’94 al ’96, forma la struttura portante della mia attuale attività di operatore.

Le basi erano state precedentemente messe da un altro insegnante americano col quale ho studiato per cinque anni: si tratta di Saul Goodmann, allora direttore della Scuola Internazionale di Shiatsu a Kiental (Svizzera). In un corso avanzato ci parlò di questa Cranio-Sacrale e del dott. Upledger e insegnandoci alcune tecniche ricordo che pensai subito “ecco…questo è il mio”. E sono partito per gli Stati Uniti.
La Cranio-Sacrale studia i dati di percezione che provengono dall’approccio tattile; dunque la domanda fondamentale è “come si fa a sviluppare la propria percezione?”.

Nel mio caso due sono stati i passaggi fondamentali, il primo trent’anni di Tai Chi, il secondo la scoperta della Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner ed il percorso di studi che ancora prosegue con un grande studioso dell’Antroposofia che è Pietro Archiati.

In un certo senso si può dire che il Tai Chi, e le arti marziali in genere, sviluppano la percezione dell’aspetto energetico dell’uomo e sono legate al metabolismo, dunque alla volontà; mentre la Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner porta l’uomo alla conoscenza della sua realtà spirituale, dunque ha a che fare col sistema dei nervi e dei sensi, col pensare.
Lo sviluppo della coscienza è ciò che sviluppa enormemente la percezione tattile.

La Cranio-Sacrale è per me una tecnica che ha in sé le potenzialità per cominciare a “fare l’esperienza” della realtà di ciò che è spirituale dell’uomo.

Per quanto riguarda la cura e la guarigione si tratta di fare un salto di coscienza paragonabile a quella tra un bambino e un adulto; il pensiero bambino della scienza moderna considera il corpo come un meccanismo dove i pezzi sono talmente estrinseci gli uni agli altri che possono venire sostituiti o riparati senza che il meccanismo si alteri. Invece il pensiero adulto vede l’uomo come un organismo unitario, dove il principio vitale pulsa unico in tutte le membra.

Questo pensiero, unito all’osservazione di come queste forze vitali agiscono, compenetrate dalla saggezza  che sa cos’è il meglio, per forza di cose modifica sostanzialmente l’agire dell’operatore, che appunto diviene un “facilitatore”.