ADDRESS

C/o SEM Corso Vittorio Emanuele II 3
10125 Torino (TO)

La creatività del trattamento

Scrive Rudolf Steiner nella sua Filosofia della libertà “Lo spirito libero agisce secondo i propri impulsi, le intuizioni, che vengono scelti mediante il pensare dal complesso del suo mondo di idee… Egli prende anzitutto una decisione e si preoccupa poco sia di quel che altri avevano fatto in un caso simile, sia di quanto era stato comandato in proposito… Lo spirito non libero, quando vuol compiere qualcosa, lo fa come lo ha visto fare, o come gli viene comandato per quel singolo caso”.
In queste poche righe sta l’essenza dell’arte del risanare secondo l’ingegno Cranio-Sacrale.

Il trattamento libero è ciò a cui deve tendere il buon operatore.
La motivazione è molto semplice e sta nell’unicità di ognuno; se pure il sintomo del problema si manifesta uguale in più individui, la causa ha a che fare con la storia del singolo, in nulla uguale a quella dell’altro. Se così non fosse non potremmo più parlare di spirito individualizzato. In altre parole il mio trattamento è sempre diverso, unico nella sua attuazione. Invariabile è l’idea che sta a monte, ma come la metto in pratica questo è dato alla mia creatività, alla mia fantasia o, se si preferisce, intuizione morali.
La capacità di operare in questo modo, nel senso di sviluppare le facoltà intuitive, passa attraverso l’osservazione di quattro vissuti fondamentali, quattro stati d’animo dell’operatore: il primo lo chiamerei la meraviglia, quel senso di ingenuo stupore che il bambino ha di fronte all’evento nuovo e straordinario (“se non diventerete come bambini non entrerete nel regno dei cieli”, ovvero non penetrerete nella realtà profonda dell’IO). Percepire sotto le mani il movimento delle ossa craniche piuttosto che quello delle fasce è per me una sensazione meravigliosa, che non smette mai di stupirmi e di commuovermi. Questo sentimento deve sempre essere presente, non scomparire nel tempo a causa della ripetitività. Bisogna che il terapeuta si renda conto che l’IO dell’altro sta dialogando con lui, si sta mostrando in tutta la sua realtà, sia nelle forze che nelle debolezze per le quali chiede…una mano.
Il secondo stato d’animo è quello dell’assoluto interesse per il dato di percezione, il che vuol dire prestare la massima attenzione ai minimi dettagli. L’interesse nasce dalla consapevolezza che nessun movimento fasciale è dato al caso. Le percezioni vengono trasformate dalla mente in rappresentazioni e solo successivamente si passa all’applicazione della tecnica.
Dopo aver provato meraviglia e assoluto interesse è necessario vivere il senso di abbandono. Non è facile trovare le parole che identificano questo stato dell’anima. L’abbandono presuppone una mente aperta, libera da preconcetti, non giudicante; è una qualità dell’agire che si sente guidato da una coscienza che opera per il meglio e il giusto.
Così in fine l’operatore vive l’essere diventato tutt’uno con il paziente attraverso l’area di contatto. Il mondo intorno scompare, la mente è ferma e rilassata. Solo a questo punto vengono attivate le cosiddette forze di auto-guarigione ed ha inizio il processo di trasformazione.
La meraviglia, l’assoluto interesse, l’abbandono e il divenire tutt’uno con il paziente sono i presupposti per lasciare libero sfogo all’intuizione durante il trattamento ed è assolutamente evidente che lo sviluppo di questa qualità è ciò che fa la differenza tra un operatore e l’altro.