ADDRESS

C/o SEM Corso Vittorio Emanuele II 3
10125 Torino (TO)

Decodificare il linguaggio del corpo

Quando si parla della tecnica cranio-sacrale si intende una metodologia di lavoro manuale, non invasiva sul corpo, di derivazione osteopatica.
L’obbiettivo è quello di migliorare la funzionalità del sistema cranio-sacrale; a tale scopo si interviene con tocchi molto leggeri sulle ossa del cranio e del sacro e dovunque nel corpo contattando il sistema delle fasce.
Il tocco è estremamente delicato in modo che il corpo avvii un processo di auto-aggiustamento che la mano dell’operatore accompagna. Se ci soffermiamo su quest’ultimo punto possiamo già fare una considerazione, e cioè che se noi parliamo di auto-aggiustamento dobbiamo presupporre che il corpo ha la conoscenza del proprio problema ed, entro certi limiti,  della strada da seguire per risolverlo. Cioè quando osserviamo che l’osso frontale che stiamo toccando (ad esempio) slitta verso una certa direzione, noi dobbiamo dire che quel movimento non è casuale, non lo sono né la velocità di spostamento né la distanza percorsa né la forza che lo ha sostenuto, ma tutto è inserito in un equilibrio generale che in quel momento si sta modificando secondo un preciso disegno.
Questo pensiero proprio non ci appartiene, non fa parte della nostra cultura materialistica, dove il corpo umano è considerato una macchina complessa sulla quale si interviene secondo conoscenze acquisite in laboratorio. L’intervento cioè avviene dall’esterno, mentre nel nostro caso si cerca di mettere in azione forze interne.
Ora sorge spontanea la domanda: ma chi guida il gioco all’interno del corpo? Il dott. Upledger (il mio insegnante) risponde parlando di un “medico interiore” e in questa affermazione constatiamo il primo tentativo di un uomo di scienza di avventurarsi in un campo che non è più della materia. Questa è proprio la parte di conoscenza che ho cercato di sviluppare e che intendo trattare in maniera approfondita nei miei corsi. Lo studio e l’osservazione di ciò che le nostre mani percepiscono ci porta a parlare di una realtà complessa, per affrontare la quale è necessario sviluppare una certa coscienza  ed avere una mente libera da preconcetti
Ma ritorniamo all’ipotesi della conoscenza del corpo del proprio problema e quindi della risoluzione, almeno per quanto compete alla terapia manuale: se questo è vero deve esserci la possibilità che il corpo ci indichi il percorso da seguire, ovvero la priorità del trattamento.

Cioè non voglio più essere io a decidere quale è la parte da trattare, ma in un’idea di totale abbandono osservo i dati che ho sotto le mani per poter dire “inizio da là”, oppure “ora tratto quest’altra parte”.

Dunque il primo scoglio è: decodificare il linguaggio del corpo.

Quando percepiamo un movimento fasciale osserviamo la sua velocità, la direzione e la qualità, ovvero la forza intrinseca al movimento stesso. Parlando di “forze” non siamo più nel campo della materia, perché questa in sé è morta; ciò che la rende viva è la sua componente “spirituale”, un mondo complesso che va studiato a fondo. Dunque la Scuola di Cranio-Sacrale ha come obbiettivo tra gli altri quello di approfondire i concetti relativi allo sviluppo delle capacità percettive, applicando un ragionamento rigoroso, affiancato sempre da un’esperienza personale che parte dal tocco delle proprie mani.